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La storia del Santo

San Pancrazio

Il 12 maggio la Chiesa festeggia S.Pancrazio, uno dei numerosi martiri della persecuzione dell'imperatore Diocleziano, che rese l'impero romano dal 284 al 305. Nella Chiesa antica Pancrazio rappresentò un modello di adolescente che diede la vita per amore del suo Signore, rimanendo fedele al battesimo da poco ricevuto. Era nato nel 289 in Frigia (regione storica dell'attuale Turchia occidentale) da Cleonio e Cerada, entrambi nobili, che professavano la religione pagana, in cui educarono anche il figlio. Pancrazio, rimasto orfano in tenera età, fu affidato alle cure dello zio Dionisio, eletto amministratore dei beni patrimoniali che la famiglia del nipote possedeva in Frigia e a Roma. Zio e nipote si trasferirono ben presto nella città imperiale, dove una comunità cristiana viveva intensamente la fede nel Signore crocefisso e risorto. Dionisio e il giovane Pancrazio vennero a conoscenza della nuova religione e chiesero di farne parte.

Si sottoposero ad una impegnativa catechesi e, in una solenne veglia pasquale, vennero ammessi nella comunità cristiana con il battesimo, che fu loro amministrato con tutta probabilità dal Papa di allora, S. Marcellino. A quel tempo imperversava, sulla giovane Chiesa di Roma, la persecuzione di Diocleziano, la più grave e la più lunga di tutte: una vera battaglia tra cristianesimo e paganesimo. Pancrazio, già animato dal desiderio del martirio, venne arrestato e condotto davanti al giudice, che lo interrogò su chi fosse. L'adolescente rispose con fermezza: "Sono Pancrazio e sono cristiano". Era la parola d'ordine. Il giudice tentò in tutti i modi di indurlo ad un atto di culto verso l'imperatore. Il giovane cristiano si mostrò irremovibile: non avrebbe mai rinunciato a Cristo per i favori di un uomo, fosse anche l'imperatore di Roma. Allora il giudice fu costretto ad applicare la legge e ordinò che Pancrazio fosse decapitato fuori della città, sulla via Aurelia. La pia matrona romana Ottavilla prese il corpo del martire e lo fece seppellire nel cimitero di Calepodio. Cessate le persecuzioni contro la Chiesa, sulla tomba del giovane martire fu innalzata una basilica, dove la comunità cristiana di Roma si recava la domenica dopo la Pasqua per presentare al Santo i neo-battezzati, che deponevano sul suo altare la veste bianca indossata nel battesimo. Lo pregavano di poter imitare il suo coraggio e la sua fede nel Signore risorto.